Ieri sera, a Catania, le pattuglie della polizia municipale erano impegnate in un’importante operazione di controllo della viabilità e delle regole di sosta, un’iniziativa che fa parte di un più ampio impegno nel contrastare l’anarchia che, troppo spesso, caratterizza le strade della città. È ormai un fatto evidente: numerosi cittadini, interpretando le regole a proprio piacimento, continuano a parcheggiare in doppia fila e a creare caos, pensando che pochi minuti di sosta giustifichino comportamenti irresponsabili.
Ma la situazione ha preso una piega drammatica quando alcuni dei trasgressori hanno reagito alla presenza delle forze dell’ordine, chiedendo spiegazioni o esprimendo il loro disappunto. È importante sottolineare che non ci sono stati episodi di aggressività o minacce dirette. Tuttavia, il tentativo di “dialogare” con i responsabili di sanzioni stradali, come il commerciante che se la prendeva con le istituzioni locali per aver deciso di fare rispettare le regole, o la signora che minacciava di “mettere tutto su TikTok”, è stato tra i fattori che hanno contribuito a un tragico incidente. Un agente della polizia municipale ha avuto un infarto e, attualmente, sta lottando per la propria vita. Un episodio che non possiamo e non dobbiamo dimenticare.
Le parole dell’amministrazione e delle forze dell’ordine sono chiare: la città non è di chi decide che le norme possano essere ignorate, e chi reclama il diritto a “parcheggiare liberamente” o a trasgredire per convenienza non ha il diritto di ostacolare il lavoro di chi, quotidianamente, si impegna per garantire un minimo di ordine e civiltà. La città è di tutti, non solo di chi ha il privilegio di infrangere le regole.
Il sindaco, in un acceso intervento, ha ribadito che la sua amministrazione non arretrerà di un passo di fronte alle proteste, anche veementi, di chi non comprende che la legge è uguale per tutti. “Non possiamo e non vogliamo accettare che, per abitudine, si continui a pensare che tutto sia permesso. L’ordine è l’unico strumento che ci consente di vivere in una comunità che non sia una giungla. Chi è in disaccordo con una sanzione ha tutti gli strumenti giuridici per opporsi, ma non può permettersi di usare come scusa il ‘si è sempre fatto così’”.
Catania ha bisogno di maturità civica, di un cambio di mentalità che ci permetta di comprendere che la libertà individuale non deve mai comprimere quella degli altri. Solo rispettando le regole e i doveri reciproci potremo costruire una città vivibile per tutti, una comunità in cui le leggi non siano una faccenda opzionale, ma un impegno collettivo.
Conclusioni dell’editore
Nel dibattito pubblico sulla gestione della viabilità e della sicurezza, il punto centrale deve rimanere uno: le leggi non sono negoziabili. Ogni comportamento che minaccia l’ordine pubblico mina la qualità della vita della collettività. La tragica vicenda dell’agente colpito da un infarto, purtroppo, sottolinea l’estrema importanza del rispetto per le regole. Se il rispetto per l’altro non viene mantenuto nelle piccole cose, come un parcheggio o una sosta, non potremo mai ambire a una società realmente civile. Le amministrazioni hanno il dovere di essere inflessibili, e noi come cittadini dobbiamo supportare questa azione, con responsabilità e maturità.
Inoltre, siamo tutti chiamati a riflettere: quante volte ci siamo lamentati delle difficoltà di vivere in città dove il rispetto per le regole è un miraggio? Catania ha bisogno di uno scatto in avanti, un cambiamento che inizi dalle nostre abitudini quotidiane. Rispettiamo le regole come facciamo quando siamo in altre città, e potremo finalmente vedere la nostra Catania splendere come dovrebbe.
L’editore ringrazia le forze dell’ordine per il coraggio e il sacrificio quotidiano. Un pensiero va all’agente ferito: la città è con te.